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Dott. Adriano Aiello

«il Nutrizianalista»

BMI — con una lettura onesta

Il BMI (indice di massa corporea) è il rapporto tra peso e altezza al quadrato. È utile come primo orientamento statistico, ma ha un limite grosso: non distingue muscolo da grasso. Uno sportivo muscoloso può risultare "sovrappeso" e una persona sedentaria con poca massa muscolare può risultare "normopeso" pur avendo grasso in eccesso. Usalo per quello che è: un numero di partenza, non un giudizio.

Cosa il BMI non vede

1. La composizione corporea. Due persone con lo stesso BMI possono avere corpi completamente diversi: una con muscolo, l'altra con grasso viscerale. Ed è il grasso viscerale (quello addominale profondo) il vero fattore di rischio — che il BMI non misura.

2. Dove sta il grasso. La circonferenza vita, banalissima da misurare, dice più del BMI sul rischio metabolico: oltre 102 cm nell'uomo e 88 cm nella donna il rischio sale, qualunque sia il BMI.

3. Cosa succede dentro. Il quadro vero lo danno i valori del sangue: glicemia, insulina, trigliceridi, HDL, transaminasi. Esistono persone "normopeso" con il quadro metabolico di un obeso, e viceversa. È esattamente il motivo per cui unisco analisi e nutrizione.

Domande frequenti

Il mio BMI è 26, devo dimagrire?

Non per forza: dipende da composizione corporea, circonferenza vita e valori del sangue. Un 26 muscoloso con analisi perfette non ha nulla da sistemare; un 24 sedentario con trigliceridi alti sì.

Qual è il BMI ideale?

Statisticamente il rischio più basso sta tra 20 e 25, ma l'"ideale" individuale dipende da età, muscolatura e salute metabolica. Il numero da solo non fa la salute.

Il BMI è un inizio. Il sangue è la verità.

Glicemia, insulina, assetto lipidico: la valutazione vera parte dai valori, non dalla bilancia.

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Strumento informativo: i valori sono stime e non sostituiscono una valutazione professionale individuale.