Lo sapevi che i carati dei diamanti prendono il nome dai semi di carrubo? — storia e valore di un albero siciliano
Nel ragusano ci sono carrubi che hanno più anni di molti paesi. Alberi enormi, storti, che per generazioni hanno significato una cosa sola: cibo quando il cibo scarseggiava. Per gli animali, e nei periodi difficili anche per le persone.
Poi il benessere è arrivato e il carrubo è diventato l'albero di cui ci si vergognava un po'. Oggi lo si ritrova nei negozi al prezzo degli ingredienti ricercati.
Ma la storia più bella riguarda i suoi semi.
Il carato
I semi del carrubo hanno una caratteristica insolita: sono straordinariamente uniformi l'uno all'altro, per forma e per peso. Talmente uniformi che nell'antichità venivano usati come contrappesi per pesare l'oro e le pietre preziose, quando non esistevano bilance abbastanza precise.
Da quel seme — *keration* in greco — deriva la parola carato, l'unità con cui ancora oggi si pesano i diamanti.
Ogni volta che senti parlare di un anello da un carato, stai sentendo il nome di un seme che in Sicilia cade per terra a settembre.
*(Va detto, per onestà: studi successivi hanno mostrato che i semi non sono poi così identici come si credeva. Ma la convinzione che lo fossero è bastata a lasciarci la parola.)*
Cosa c'è dentro
La polpa del baccello è dolce di suo, ricca di zuccheri semplici, ma anche di fibra in quantità notevole. È il motivo per cui la farina di carrube è tornata di moda: dà dolcezza portandosi dietro fibra, invece che portandosi dietro nient'altro.
Ha inoltre due caratteristiche che la rendono comoda: non contiene glutine — quindi è utilizzabile da chi è celiaco, sempre facendo attenzione alle contaminazioni della filiera — e non contiene caffeina né teobromina, le sostanze eccitanti del cacao. Per questo viene proposta come sostituto del cacao per i bambini o per la sera.
Sostituto onesto? Diciamo che è un'altra cosa, buona a modo suo. Chi si aspetta il cioccolato resta deluso, chi si aspetta il carrubo no.
Il seme, di nuovo
Dai semi si ricava una gomma vegetale usata dall'industria come addensante: la trovi nella lista degli ingredienti di gelati, salse, latti vegetali. Quando leggi «farina di semi di carrube» in un'etichetta, stai leggendo il nome di questo albero.
È uno dei pochi casi in cui un ingrediente industriale è, letteralmente, un pezzo di paesaggio siciliano.
Quindi
Il carrubo è la dimostrazione che «cibo povero» non descrive il cibo: descrive chi lo mangiava.
E che a volte basta cambiare epoca perché la stessa cosa passi da vergogna a valore, senza che l'albero abbia cambiato nulla.
Leggi anche
Curiosità alimentari Lo sapevi che il pistacchio è il seme più proteico della sua categoria? — perché «fa ingrassare» è una scorciatoia sbagliata Curiosità alimentari Lo sapevi che nessun cibo "brucia" i grassi (ma esiste un vero termogenico, ed è banale) Curiosità alimentari Lo sapevi che il caffè e il te' bevuto durante i pasti riduce l'assorbimento del ferro? un'abitudine che vale la pena spostareUna domanda su questo argomento?
Scrivimi: leggo personalmente ogni messaggio e ti rispondo via email.
Scrivimi →