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Dott. Adriano Aiello

«il Nutrizianalista»
Curiosità alimentari

Lo sapevi che i carati dei diamanti prendono il nome dai semi di carrubo? — storia e valore di un albero siciliano

8 settembre 2026

Nel ragusano ci sono carrubi che hanno più anni di molti paesi. Alberi enormi, storti, che per generazioni hanno significato una cosa sola: cibo quando il cibo scarseggiava. Per gli animali, e nei periodi difficili anche per le persone.

Poi il benessere è arrivato e il carrubo è diventato l'albero di cui ci si vergognava un po'. Oggi lo si ritrova nei negozi al prezzo degli ingredienti ricercati.

Ma la storia più bella riguarda i suoi semi.

Il carato

I semi del carrubo hanno una caratteristica insolita: sono straordinariamente uniformi l'uno all'altro, per forma e per peso. Talmente uniformi che nell'antichità venivano usati come contrappesi per pesare l'oro e le pietre preziose, quando non esistevano bilance abbastanza precise.

Da quel seme — *keration* in greco — deriva la parola carato, l'unità con cui ancora oggi si pesano i diamanti.

Ogni volta che senti parlare di un anello da un carato, stai sentendo il nome di un seme che in Sicilia cade per terra a settembre.

*(Va detto, per onestà: studi successivi hanno mostrato che i semi non sono poi così identici come si credeva. Ma la convinzione che lo fossero è bastata a lasciarci la parola.)*

Cosa c'è dentro

La polpa del baccello è dolce di suo, ricca di zuccheri semplici, ma anche di fibra in quantità notevole. È il motivo per cui la farina di carrube è tornata di moda: dà dolcezza portandosi dietro fibra, invece che portandosi dietro nient'altro.

Ha inoltre due caratteristiche che la rendono comoda: non contiene glutine — quindi è utilizzabile da chi è celiaco, sempre facendo attenzione alle contaminazioni della filiera — e non contiene caffeina né teobromina, le sostanze eccitanti del cacao. Per questo viene proposta come sostituto del cacao per i bambini o per la sera.

Sostituto onesto? Diciamo che è un'altra cosa, buona a modo suo. Chi si aspetta il cioccolato resta deluso, chi si aspetta il carrubo no.

Il seme, di nuovo

Dai semi si ricava una gomma vegetale usata dall'industria come addensante: la trovi nella lista degli ingredienti di gelati, salse, latti vegetali. Quando leggi «farina di semi di carrube» in un'etichetta, stai leggendo il nome di questo albero.

È uno dei pochi casi in cui un ingrediente industriale è, letteralmente, un pezzo di paesaggio siciliano.

Quindi

Il carrubo è la dimostrazione che «cibo povero» non descrive il cibo: descrive chi lo mangiava.

E che a volte basta cambiare epoca perché la stessa cosa passi da vergogna a valore, senza che l'albero abbia cambiato nulla.

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Dott. Adriano Aiello — «il Nutrizianalista» · Biologo Nutrizionista e Analisi Cliniche