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Dott. Adriano Aiello

«il Nutrizianalista»
Curiosità alimentari

Lo sapevi che il caffè e il te' bevuto durante i pasti riduce l'assorbimento del ferro? un'abitudine che vale la pena spostare

13 agosto 2026

In molti paesi il tè accompagna i pasti tutti i giorni, più volte al giorno; da noi lo stesso ruolo ce l'ha il caffè, spesso subito dopo mangiato. E in entrambi i casi c'è un effetto sull'assorbimento del ferro che quasi nessuno conosce.

Il collegamento è chimico, ed è piuttosto semplice.

Come funziona il blocco

Il ferro degli alimenti esiste in due forme.

Quello di origine animale — carne, pesce — è in una forma che l'intestino assorbe con buona efficienza e che risente poco di cosa c'è intorno.

Quello di origine vegetale — legumi, verdure a foglia, cereali — è in una forma molto più capricciosa: il suo assorbimento dipende pesantemente da cosa lo accompagna nello stesso pasto.

I polifenoli del tè, in particolare i tannini, legano quel ferro formando complessi che l'intestino non riesce ad assorbire. Il caffè fa esattamente la stessa cosa, per via dei suoi polifenoli e dei tannini: l'effetto è documentato e può essere consistente, soprattutto sul ferro vegetale. Lo stesso vale, in misura variabile, per il vino rosso e il cacao. E anche il calcio dei latticini interferisce, con un altro meccanismo.

In Italia il gesto a cui fare attenzione è quindi soprattutto uno: il caffè subito dopo il pasto, un'abitudine tanto radicata quanto — per certe persone — controproducente proprio nei confronti del ferro.

Dall'altra parte: cosa lo aiuta

Qui la notizia buona, ed è altrettanto netta.

La vitamina C consumata nello stesso pasto aumenta in modo marcato l'assorbimento del ferro vegetale, perché lo mantiene in una forma che l'intestino gestisce meglio.

Ed è per questo che alcuni abbinamenti tradizionali, arrivati fino a noi senza che nessuno sapesse il perché, sono chimicamente sensati: il limone sulle verdure, il pomodoro con i legumi, il prezzemolo crudo sulle preparazioni di ferro vegetale.

Chi dovrebbe farci caso davvero

Non tutti. Se mangi carne regolarmente e non hai carenze, l'effetto di tè e caffè è ininfluente.

Diventa rilevante per chi ha poco margine: donne in età fertile con flussi importanti, chi segue un'alimentazione vegetariana o vegana, chi sta cercando di recuperare riserve basse, chi fa molto sport di resistenza.

Per queste persone la regola pratica è banale: caffè e tè lontano dai pasti, indicativamente un'ora prima o un'ora dopo, e vitamina C insieme al ferro vegetale.

E se stai prendendo un integratore di ferro, lo stesso principio vale ancora di più: prenderlo con il caffè o con il latte significa buttarne via una parte.

Quindi

Non sono il caffè o il tè a fare male: è il momento in cui li bevi.

È una delle poche cose in nutrizione dove non serve rinunciare a nulla — basta spostare la tazzina di un'ora.

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Dott. Adriano Aiello — «il Nutrizianalista» · Biologo Nutrizionista e Analisi Cliniche