Lo sapevi che il caffè prima del prelievo può falsare alcuni valori?
La domanda si ripete quasi ogni mattina al banco accettazione. Il caffè amaro non apporta calorie, quindi dovrebbe essere consentito. La risposta prudente rimane negativa, e le ragioni meritano di essere comprese.
A cosa serve realmente il digiuno
Non a evitare l'apporto calorico ma a standardizzare le condizioni della misurazione. Gli intervalli di riferimento con i quali il referto viene confrontato sono stati costruiti su persone a digiuno, in condizioni basali. Quando le condizioni si modificano, il confronto perde precisione.
Il caffè non apporta calorie ma apporta caffeina, che costituisce una sostanza farmacologicamente attiva.
Gli effetti della caffeina sui parametri
Stimola il rilascio di catecolamine e influenza il cortisolo, che presenta già di per sé un picco mattutino marcato. Può indurre un modesto rilascio epatico di glucosio e ridurre temporaneamente la sensibilità insulinica, per cui glicemia e insulinemia possono risultare diverse da quelle che si sarebbero osservate a digiuno completo.
Esercita inoltre un effetto sulla pressione arteriosa e sulla frequenza cardiaca, rilevante qualora nella stessa occasione vengano rilevati questi parametri, e possiede una blanda azione diuretica che nelle giornate calde si somma alla disidratazione fisiologica del digiuno notturno.
Nulla di drammatico considerato isolatamente. Quando però si interpreta un valore prossimo a una soglia decisionale, quella variazione contenuta può orientare diversamente la conclusione.
Le altre condizioni che vengono trascurate
Il fumo, poiché la nicotina esercita effetti sovrapponibili su catecolamine e glicemia, per cui una sigaretta prima del prelievo non costituisce un dettaglio irrilevante.
Le gomme da masticare, che attivano la fase cefalica della digestione e possono innescare risposte metaboliche anche in assenza di zuccheri.
L'attività fisica, poiché una camminata veloce fino al laboratorio oppure un allenamento svolto la sera precedente altera transaminasi, creatinchinasi e diversi altri parametri.
Il consumo di alcol nelle ore precedenti, che incide su trigliceridi, gamma-GT e glicemia.
La postura, poiché una stazione eretta prolungata prima del prelievo determina una lieve concentrazione di alcuni parametri rispetto alla posizione seduta.
Il sonno, infine, poiché una notte di riposo inadeguato modifica cortisolo e glicemia più di quanto comunemente si ritenga.
Cosa invece è consentito e raccomandato
L'acqua. Bere acqua durante il digiuno è permesso e va incoraggiato, poiché mantiene un'idratazione adeguata, evita la concentrazione artificiosa di emoglobina, ematocrito, proteine totali e creatinina, e rende il prelievo tecnicamente più agevole per una migliore visualizzazione del patrimonio venoso.
Chi si presenta disidratato mostra frequentemente valori lievemente più elevati su diversi fronti. Non si tratta di patologia ma di concentrazione.
La regola completa
Dieci o dodici ore di digiuno, esclusivamente acqua, astensione dal fumo, nessun allenamento intenso nelle quarantotto o settantadue ore precedenti e una notte di sonno per quanto possibile regolare.
Il caffè si consuma dopo, e dopo un prelievo risulta peraltro considerevolmente più gradevole.
Il principio di fondo
Un esame non misura una verità assoluta sulla persona ma descrive la sua condizione in quel preciso momento e nelle circostanze in cui si è presentata.
Curare quelle circostanze rappresenta la parte del percorso diagnostico che comporta il minor costo e produce il maggiore beneficio, e risulta quasi sempre la più trascurata.
Leggi anche
Dal mondo La fermentazione: la tecnica antica che tutte le culture hanno scoperto da sole Dal mondo Lo sapevi che esiste un popolo dell'Amazzonia con le arterie più pulite mai misurate? — gli Tsimane Dal mondo Lo sapevi che esiste un popolo il cui intestino cambia con le stagioni? — il microbiota degli HadzaUna domanda su questo argomento?
Scrivimi: leggo personalmente ogni messaggio e ti rispondo via email.
Scrivimi →