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Dott. Adriano Aiello

«il Nutrizianalista»
Dal mondo

Lo sapevi che esiste un popolo il cui intestino cambia con le stagioni? — il microbiota degli Hadza

8 settembre 2026

Gli Hadza sono una piccola comunità della Tanzania settentrionale che vive ancora in gran parte di caccia e raccolta. Non coltivano, non allevano, e mangiano quello che l'ambiente offre in quel momento dell'anno.

Ed è proprio quel "in quel momento dell'anno" ad aver prodotto la scoperta.

Il ritmo dell'intestino

Analizzando campioni raccolti lungo l'arco dell'anno, i ricercatori hanno osservato che la composizione della flora intestinale degli Hadza cambia in modo marcato tra la stagione secca e quella delle piogge — e poi, alla stagione successiva, torna indietro.

Nella stagione secca la dieta è più ricca di carne; in quella umida dominano bacche e miele. E l'intestino si riorganizza di conseguenza, con gruppi batterici che quasi scompaiono per poi riemergere mesi dopo.

Un ecosistema che oscilla con l'ambiente, invece di restare fermo.

Il confronto che colpisce

Il paragone con le popolazioni industrializzate mostra due differenze.

La prima è la ricchezza: il microbiota degli Hadza ospita una varietà di specie sensibilmente maggiore del nostro. La perdita di diversità nelle popolazioni urbanizzate è uno dei fenomeni più documentati di questo campo di ricerca.

La seconda è la stabilità: il nostro intestino cambia poco durante l'anno, perché la nostra alimentazione cambia poco. Mangiamo pomodori a gennaio e cavoli a luglio.

Perché potrebbe contare

Una maggiore diversità batterica viene associata, in generale, a una migliore capacità di adattamento dell'ecosistema intestinale. Ma qui serve prudenza: associazione non è causa, e non sappiamo con certezza quanto di quella ricchezza dipenda dalla dieta, quanto dall'ambiente, dal contatto con il suolo e gli animali, dall'assenza di antibiotici.

Non è nemmeno detto che il microbiota di un cacciatore-raccoglitore sia "quello giusto" per chi vive in città: è quello adatto a quella vita.

La cosa applicabile

Una sola, ma concreta: la varietà.

Il fattore che nella ricerca si associa più coerentemente alla diversità del microbiota non è un alimento specifico, né un fermentato particolare: è il numero di vegetali diversi che si mangiano nell'arco di una settimana.

E quello, a differenza del resto, dipende solo da come si fa la spesa. Mangiare stagionale, alternare i legumi invece di comprare sempre gli stessi, cambiare verdura ogni settimana: è la versione praticabile di ciò che gli Hadza fanno perché non hanno scelta.

Quindi

Il loro intestino cambia perché cambia il mondo intorno a loro.

Il nostro resta fermo perché il supermercato, a gennaio, è identico a quello di luglio. E l'unica cosa che possiamo fare è scegliere di variare noi.

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Dott. Adriano Aiello — «il Nutrizianalista» · Biologo Nutrizionista e Analisi Cliniche