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Dott. Adriano Aiello

«il Nutrizianalista»
Dal mondo

Lo sapevi che durante il Ramadan i valori del sangue cambiano in modo misurabile?

6 agosto 2026

Ogni anno, per l'intera durata di un mese lunare, oltre un miliardo di persone si astiene da cibo e bevande dall'alba al tramonto. Per la ricerca clinica si tratta di un'occasione di osservazione priva di equivalenti, poiché una popolazione vastissima modifica in modo definito il proprio schema alimentare per un periodo circoscritto per poi tornare alle abitudini precedenti.

La letteratura sull'argomento è ampia e il quadro che ne emerge risulta più articolato di quanto la divulgazione sul digiuno intermittente lasci intendere.

I parametri che tendono a migliorare

Diverse revisioni riportano una riduzione del peso corporeo e della circonferenza addominale, generalmente contenuta nelle dimensioni. Si osservano con frequenza miglioramenti del profilo lipidico, in particolare un incremento del colesterolo HDL e una riduzione dei trigliceridi. Alcuni lavori descrivono un miglioramento degli indicatori di sensibilità insulinica e una diminuzione di determinati marcatori infiammatori.

Il dato più istruttivo riguarda però la durata di questi effetti. La maggior parte dei miglioramenti tende a regredire nelle settimane successive alla conclusione del mese, il che indica che si tratta di modificazioni legate al comportamento alimentare piuttosto che di trasformazioni stabili dell'assetto metabolico.

La variabile che spiega tutto

I risultati riportati dagli studi presentano un'eterogeneità considerevole, e la variabile che meglio ne rende conto non è il digiuno in sé ma la composizione dei pasti consumati nelle ore consentite.

Laddove l'interruzione del digiuno avviene attraverso pasti abbondanti, ricchi di fritture e preparazioni dolci, numerosi studi non rilevano alcun beneficio e in alcuni casi documentano un peggioramento del profilo metabolico accompagnato da un incremento ponderale. Laddove i pasti mantengono un equilibrio ragionevole, i benefici compaiono con regolarità.

Lo stesso identico schema temporale produce quindi esiti opposti in funzione del contenuto del piatto. Si tratta di una lezione che si estende ben oltre il contesto religioso e che riguarda direttamente ogni protocollo di digiuno intermittente diventato popolare negli ultimi anni.

Le condizioni che alterano il referto

Esiste poi un aspetto che interessa direttamente chi interpreta gli esami del sangue e che viene sistematicamente trascurato.

Chi digiuna per molte ore, in particolare durante la stagione calda e senza assunzione di liquidi, si presenta al prelievo in uno stato di idratazione diverso da quello abituale. La disidratazione produce una concentrazione della componente ematica, per cui emoglobina, ematocrito, proteine totali, creatinina e altri parametri possono risultare più elevati senza che sia mutata la sostanza.

Si modifica inoltre il ritmo circadiano degli ormoni, poiché il cortisolo segue un andamento giornaliero definito e la melatonina risente della variazione negli orari dei pasti e del sonno.

Un referto eseguito in quel periodo va quindi interpretato tenendo conto delle condizioni in cui è stato prodotto. Non risulta meno attendibile, ma descrive uno stato che non corrisponde a quello ordinario.

Cosa se ne ricava

Emergono due indicazioni valide per chiunque, indipendentemente dall'osservanza religiosa.

La prima riguarda la gerarchia dei fattori, poiché nessuno schema temporale, per quanto rigoroso, sostituisce la qualità di ciò che si mangia. Modificare gli orari senza intervenire sul contenuto produce risultati incerti.

La seconda costituisce il principio di fondo dell'interpretazione di qualunque esame. Un valore del sangue non rappresenta un dato assoluto ma la fotografia di una condizione in un momento preciso, nella quale rientrano idratazione, sonno, attività fisica, digiuno e terapie in corso. Per questo motivo, davanti a un referto, la prima domanda non riguarda il numero ma le circostanze in cui è stato misurato.

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Dott. Adriano Aiello — «il Nutrizianalista» · Biologo Nutrizionista e Analisi Cliniche